Spend all your time waiting
For that second chance,
For a break that would make it okay.
There's always some reason
To feel not good enough,
And it's hard, at the end of the day.
I need some distraction,
Oh, beautiful release.
Memories seep from my veins.
Let me be empty,
Oh, and weightless, and maybe
I'll find some peace tonight.
In the arms of the angel,
Fly away from here,
From this dark, cold hotel room,
And the endlessness that you fear.
You are pulled from the wreckage,
Of your silent reverie.
You're in the arms of the angel,
May you find some comfort here.
So tired of the straight line,
And everywhere you turn,
There's vultures and thieves at your back.
The storm keeps on twisting.
Keep on building the lies
That you make up for all that you lack.
It don't make no difference,
Escape one last time.
It's easier to believe in this sweet madness,
Oh, this glorious sadness,
That brings me to my knees.
You're in the arms of the angel,
May you find some comfort here.
Iniziare la conta dei morti da chi la guerra ha combattuto per non doverla fare di nuovo... non era previsto
Ironia della sorte, la chiamano
Ma di ironico c'è solo quel biglietto incollato di traverso sul pianoforte a mezza coda antico che mi ha lasciato
"Culo di Piume"
Gli spartiti della "Sonata al chiaro di Luna" aperti sul leggio, ingialliti e usurati mi ricordano di averne parlato con lui... delle nostre lezioni di piano. Ogni bambino di buona famiglia del Core ne ha prese, si sa.
Lui le odiava... perchè le dita di un bambino non sono mai abbastanza lunghe per coprire tutti i tasti. E le gambe abbastanza slanciate per manovrare i pedali come si conviene.
Io le amavo... perchè mi sembrava di poter colorare l'aria con le dita
Quando glielo dissi mi rise in faccia. Con quel suo modo irriverente che ti faceva venire voglia di baciarlo, anzichè prenderlo a sberle. E io ci provai... prima a prenderlo a sberle, poi a baciarlo. Mi fece fare entrambe le cose...
Non era tagliato per la guerra, come temo di non essere tagliata per farla nemmeno io
Fece la scelta che lo avrebbe portato il più lontano possibile dai campi di battaglia, non per codardia ma per coscienza... e io non sono mai stata capace di biasimarlo per questo. Eppure... ho fatto la scelta esattamente opposta.
Oggi calco quei campi di battaglia che lui ha cercato di evitare, senza sapere come fare e con la paura che i fili che sostengono i miei ideali si stiano sfilacciando sotto il peso dell'ambizione di altri. Io calco quei campi di battaglia senza sapere come fare... ma lui è morto.
E improvvisamente comprendo come deve essersi sentito mio padre nell'apprendere che mentre lui era al fronte... il bombardamento di una zona periferica di Berishan, priva di apparenti bersagli sensibili, si era portato via mia madre.
Non ho potuto nemmeno salutarla...
Fu la prima cosa che disse mio padre. E la prima che ho pensato io ritrovandomi nella sua stessa situazione, oggi. Avrei voluto almeno salutarlo...
Ho iniziato la conta dei morti... e siamo già ad uno di troppo...