sabato 7 settembre 2013

Do7

[La stanza è illuminata da luci soffuse, silenziosa. Il pianoforte ancora lì, dove si sedeva per le lezioni di piano. Braccio poggiato sul pianale, testa poggiata sul braccio, occhi che guardano i tasti nero e avorio mentre una sola, unica nota viene suonata con cadenza regolare, ritmata: Do7. Finchè il trillo di un cortex pad non interrompe quel loop]

Si, pronto?
Ciao, Fifì. Sono...
Ciao, Pà... sai che odio quando mi chiami Fifì
Una volta ti piaceva
Più di vent'anni fa... Comunque, come stai?
Le notizie che arrivano non sono per niente incoraggianti... ne sai qualcosa?

[Una lunga pausa]

Certo che ne so qualcosa
Allora è vero... Quegli stronzi di Confederati ci faranno fare un'altra guerra?
Pà...
Tanto lo sapevo... Quando partiranno i primi battaglioni?
Papà...
Oh, per cortesia Fifì! Ho fatto questo lavoro prima e per più tempo di te
Quindi sai che non posso parlarne con nessuno... NESSUNO

[Alla pausa segue un colpo di tosse. E' spazientito, lo conosce da anni]

Sei ancora in tempo... e io posso parlare con il Generale Moore, per accelerare...
Cosa? In tempo per cosa?
Sophia... tu non sai nulla della guerra
Ne so quanto te, Pà... che l'hai vissuta attraverso i racconti di chi in guerra c'è stato veramente
Sophia!
Non lo farò, Pà... Non insistere, non intendo chiedere il congedo.
Maledetta te e la tua cocciutaggine, Fifì! Non è un gioco!
Credi che non lo sappia?
Come puoi saperlo...
...se non ho combattuto sui campi di battaglia? Finiscila Pà... dici sempre le stesse cose.

[Ancora silenzi da un capo del telefono]

Ciao Pà
Sop...

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