martedì 10 settembre 2013

Picchietto due volte sul bordo del bicchiere, un old fashioned da whiskeys. Ne chiedo ancora.
Mi rendo conto che non è il drink adatto. Le donne ben vestite del Core bevono complessi cocktail colorati e decorati con palchi di frutta sintetica di ogni tipo. Il mio whiskey è sintetico. Il gusto è stato ricostruito in laboratorio, ma qualcuno deve aver commesso un errore, perchè ad ogni sorso mi pare di assaporare lo stesso gusto che ho assaggiato sulle Sue labbra. Eppure quella notte ho bevuto rum.
Sento gli occhi dei camerieri addosso.
Credo sia notte fonda ormai, e suppongo stiano aspettando che io mi stanchi di bere o che cada semplicemente svenuta, così da potermi spazzar fuori dal locale e chiudere.
Non amo essere d'intralcio, perciò saldo il conto ed esco.

[...]

Carpathia Square di notte è quasi deserta. Ho passeggiato lungo la Promenade, fino alla fontana, dove mi ritrovo a tenere compagnia ad una coppia di giovani innamorati che si scambiano effusioni al margine del mio capo visivo. Dubito siano lieti della mia presenza almeno quanto io lo sono per la loro.
La Carpathia mi guada dal mare, dal quale si alza una sottile e caliginosa foschia, effetto dell'umidità, e le luci dei lampioni si spandono in ampie raggere di luce calda.
Il cortex pad trilla, e io per un attimo mi lascio tentare dall'idea di spegnerlo.
Ma il nome del contatto mi convince a non farlo, mentre il gusto del whiskey mi manda in corto circuito il cervello, rimandando vivide immagini di quella notte alla mia memoria. Ed io mi sento improvvisamente in colpa.
Credo che impazzirò.

Sophia, le cose si risolveranno

Paul ci crede ma io fatico ogni giorno di più a crederci altrettanto.
Mi sto abituando al distacco. Questo avrei dovuto rispondere a Paul quando mi ha domandato cosa avessi. Perchè la guerra non si risolverà. La guerra finirà, non risolverà problemi ma ne creerà solo di diversi.
Si porterà via tutto. Lascerà cumuli di macerie e ombre che vi si aggireranno come spettri. Uomini e donne che non torneranno dalle loro famiglie. La guerra si porterà via tutti.
Perchè tutti tornano diversi dalla guerra, dopo aver seminato pezzi di sè lungo l'impervio cammino della sopravvivenza. E allora saremo di nuovo soli.

[...]

Lascio la fontana ai piccioncini e mi incammino verso il porticato, chiedendomi se invece non avesse ragione mio padre. Io, con i tacchi vertiginosi, cosa ne so della guerra?

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